La Commissione competente del Consiglio nazionale (CIP-N) ha raccomandato con una larga maggioranza di respingere l’iniziativa per la limitazione dell’UDC, seguendo così il Consiglio federale, che già a inizio giugno di quest’anno si è espresso contro l’iniziativa. L’alleanza “aperta+sovrana” si rallegra di questa risposta negativa ad un’iniziativa isolazionista, che preclude la via bilaterale alla Svizzera senza la prospettiva di alcun’alternativa. 

Prima di prendere la propria decisione la CIP-N ha consultato, oltre al comitato d’iniziativa, anche i Cantoni, i sindacati e l’economia. Questi ultimi tre attori sono dello stesso avviso: nessun’altra iniziativa popolare di politica europea in passato è mai stata così radicale come quella attuale. Un’accettazione dell’iniziativa per la limitazione significherebbe la fine della via bilaterale. Ma quest’ultima riveste un’importanza centrale: essa assicura l’accesso senza ostacoli al mercato interno europeo e con esso le relazioni con il nostro partner commerciale più importante. Ciò è di fondamentale valore in particolare per le PMI svizzere. Inoltre, in questo modo le imprese svizzere possono ottenere la necessaria forza lavoro qualificata. A ciò va aggiunto che gli iniziativisti con la loro proposta gettano all’aria importanti conquiste nell’ambito della libertà senza avere in cambio alcun valore aggiunto riconoscibile. Tra queste, per esempio, il diritto delle svizzere e degli svizzeri di vivere, studiare e lavorare ovunque in Europa.

Il 9 settembre inizierà la sessione autunnale del Consiglio nazionale, dove verrà discussa l’iniziativa per la limitazione. L’alleanza “aperta+sovrana” è convinta che anch’esso darà un segnale importante per il mantenimento e il proseguimento della via bilaterale della Svizzera, impegnandosi così per la nostra libertà e sovranità. 

Ulteriori informazioni:

Iniziativa contro la libera circolazione delle persone: una vasta alleanza a favore del mantenimento della via bilaterale: https://www.europapolitik.ch/it/geschichten#/story=599