Che si tratti della perdita di posti di lavoro, di dumping salariale, di treni e scuole sovraffollati o della scarsità di alloggi, se si ascoltano gli ambienti conservatori di destra sembra che tutte le sfide dei nostri tempi siano dovute all’eccessiva immigrazione proveniente dall’UE. Per questo motivo l’UDC e l’ASNI desiderano denunciare l’accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) tra la Svizzera e l’UE. Questa è però tutt’altro che una buona idea. La libera circolazione delle persone è direttamente collegata agli altri Accordi bilaterali I sulla base della cosiddetta clausola ghigliottina. In caso di denuncia di un accordo, tutti gli altri cessano automaticamente di applicarsi. In aggiunta si può notare come gli iniziativisti abbiano dimenticato qualcosa nelle loro considerazioni, vale a dire: sotto diversi aspetti l’ALC ha avuto numerosi effetti positivi sulla Svizzera. Ciò è documentato nel nuovo rapporto della Segretaria di Stato dell’economia (SECO), che ne ha esaminato gli effetti sul mercato del lavoro e sulle assicurazioni sociali.

Le conclusioni più importanti:

  • Non c’è nessun’immigrazione smisurata proveniente dall’UE. Al contrario, negli ultimi 5 anni è possibile notare una netta diminuzione (l’immigrazione netta è diminuita del 40% circa).
  • Non c’è nessun segnale che indichi una sostituzione di forze di lavoro svizzere da parte di immigrati provenienti dall’UE. Anzi, dall’introduzione dell’ALC il tasso di occupazione è persino aumentato – soprattutto tra le donne.
  • Non c’è nessun indizio che certifichi una forte pressione salariale come conseguenza dell’ALC. Al netto del rincaro i salari sono aumentati in media dello 0,7% all'anno dall'introduzione dell’ALC.
  • L’ALC porta in Svizzera principalmente specialisti ben qualificati. Sulla base di ricerche internazionali, questo fatto porta ad un aumento del potenziale di crescita e della forza d’innovazione, e di conseguenza ad un aumento dei posti di lavoro per i residenti.
  • L’ALC ha anche un effetto positivo sull’AVS. Esso ritarda l’invecchiamento demografico della Svizzera.

In questo contesto, e soprattutto senza alternative in tasca, non è né ragionevole né comprensibile mettere a repentaglio accordi importanti, di lunga data e collaudati per la Svizzera (anche nei settori della ricerca, dei trasporti aerei e terrestri e dell'agricoltura). Una straordinaria alleanza tra partiti, associazioni economiche e organizzazioni sociopolitiche si impegnerà con convinzione con aperta+sovrana contro la pericolosa iniziativa per la limitazione.

Maggiori informazioni: https://www.europapolitik.ch/it/geschichten#/story=599

Il rapporto completo della SECO (in francese): https://www.seco.admin.ch/dam/seco/it/dokumente/Publikationen_Dienstleis...

Come fonte è stato usato anche il seguente articolo della NZZ (01.07.2019, in tedesco): https://www.nzz.ch/wirtschaft/die-eu-einwanderung-hat-sich-halbiert-ld.1...