In vista delle elezioni l’UDC ha assunto una politica radicale anti-UE. Al centro dell’attenzione c’è la votazione popolare in programma l’anno prossimo sull’iniziativa «per la limitazione». Con questa proposta, il partito intende denunciare l’accordo sulla libera circolazione delle persone con l’UE - anche se ciò causerebbe la perdita dell’intero pacchetto di Accordi bilaterali I. Tuttavia, recentemente noti Consiglieri di Stato e parlamentari UDC hanno espresso la loro voce contraria: l’iniziativa «per la limitazione» non è nell’interesse del popolo svizzero.

Secondo la «Sonntagszeitung», una chiara posizione contraria all’iniziativa è arrivata dal Consigliere di Stato del Canton Zugo, Heinz Tännler, e dal responsabile del dipartimento cantonale dei trasporti e dell'energia del Canton Berna, Christoph Neuhaus. Essi sostengono anche un accordo istituzionale con l’UE, nonostante ci sia ancora molto da discutere riguardo all’attuazione concreta. Tännler ha affermato: «A differenza del mio partito, io sono dell’idea che abbiamo bisogno di un accordo istituzionale». Anche Neuhaus ha sottolineato che «Non si può semplicemente dire sempre no, è necessario collaborare e sostenere il Consiglio federale per negoziare un accordo migliore di quello attuale».

Altri colleghi di partito si sono dimostrati scettici nei confronti della posizione dell’UDC sulla politica europea. Secondo il Direttore delle finanze del Canton Zurigo, Ernst Stocker, e il Consigliere di Stato del Canton Turgovia, Jakob Stark, i presupposti per un «Sì, ma…» all’accordo istituzionale con l’UE ci sono. Da parte sua, il Consigliere di Stato sciaffusano Hannes Germann trova che l’iniziativa «per la limitazione» sia comprensibile, egli sostiene tuttavia che essa «Risolve solo una piccola parte del problema dell’immigrazione, e allo stesso tempo ne crea di nuovi». 

L’alleanza nazionale aperta+sovrana si rallegra di tali prese di posizione sull’iniziativa «per la limitazione» e accoglie con favore una discussione costruttiva sull’accordo istituzionale con l’UE. Esso è un passo avanti verso il mantenimento della via bilaterale, per il quale l’alleanza nazionale aperta e sovrana si impegna.

Articolo apparso nella «Sonntagszeitung».