Philippe Cudré-Mauroux, professore di informatica, ha gli occhi che brillano mentre parla del suo progetto di ricerca e spiega come in futuro, grazie alle analisi dei big data, sarä possibile risolvere molti problemi quotidiani.

«Sono l’esempio vivente di come la Svizzera tragga vantaggi dalla collaborazione con l’Europa nel campo della ricerca. Il Consiglio europeo della ricerca (CER) quest’anno mi ha assegnato una borsa di studio di due milioni di euro per il mio progetto di ricerca nel campo dei big data. Grazie a questi fondi potremo esaminare dei metodi per analizzare ed estrarre informazioni a partire da grandi volumi di dati non strutturati. L’obiettivo è in seguito di sviluppare dei modelli pertinenti e di effettuare delle previsioni affidabili. Questi modelli potranno essere applicati alle quotazioni di borsa, alle condizioni del traffico o al comportamento dei consumatori. Il mio team è composto da ricercatrici e ricercatori di tutto il mondo e sono particolarmente fiero che tutti noi possiamo svolgere il nostro lavoro per la Svizzera e in Svizzera. I ricercatori svizzeri, quindi, potranno continuare a candidarsi ai prestigiosi ‹ERC Consolidator Grants› soltanto se il nostro Paese continuerà a far parte dell’attuale programma quadro Orizzonte 2020. Escludere il nostro Paese da questo programma sarebbe un po’ come se Roger Federer potesse giocare solo a Gstaad. Le università si trovano oggi a dover combattere contro una feroce concorrenza a livello mondiale e noi vogliamo continuare a misurarci con i migliori, per portare qui i migliori talenti. Per un piccolo Paese come la Svizzera, il cui successo si basa principalmente sul suo potere di innovazione, questo è vitale.»

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