I container destinati all’importazione e all’esportazione sono impilati uno sopra l’altro nel porto renano di Basilea, come delle immense costruzioni di mattoncini Lego. Ma anche la torre di container più alta di tutte sembra minuscola vicino all’enorme gru gialla che Daniel Künzler manovra con estrema precisione.

«La mia gru pesa 700 tonnellate ed è lunga 135 metri. La cabina – ossia la mia postazione di lavoro – si trova a ben 25 metri d’altezza. Per spostare questi pesanti container guardo attraverso il pavimento in vetro della cabina e utilizzo due joystick. La precisione nel mio lavoro è tutto, perché ogni container ha delle cerniere angolari che devono essere infilate esattamente in quattro perni e il carico dev’essere sollevato con delicatezza, in modo tale che non oscilli. Le merci provenienti da tutto il mondo raggiungono Basilea via nave risalendo il Reno. I container vengono scaricati direttamente sui camion o sui vagoni ferroviari, oppure stoccati temporaneamente nel nostro terminal. Quando invece si tratta di merci per l’esportazione, il percorso è al contrario. Attraverso un monitor vedo dove devo spostare ciascun container e in seguito confermo che il compito è stato svolto. Esistono anche dei container refrigerati, all’interno dei quali possono essere trasportati alimenti freschi o plasma sanguigno. Ogni giorno da qui transitano centinaia di container e questo mi colpisce sempre molto, perché dimostra quanto la Svizzera sia interconnessa con l’Europa e con il mondo intero. Fin da bambino ho sempre sognato di lavorare con dei grandi macchinari e qui, sulla gru della mia azienda, Contargo SA, posso svolgere il lavoro dei miei sogni.»

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