Non è la prima volta che l’UDC mette in gioco gli accordi bilaterali in modo irresponsabile. È però la prima volta che l’abolizione viene dichiarata esplicitamente nel testo dell’iniziativa. Nel testo dell’iniziativa per l’abolizione della libera circolazione delle persone si legge: «…nei 30 giorni successivi il Consiglio federale denuncia l’Accordo di cui al capoverso 1».

La raccolta firme per l’iniziativa «per la limitazione» è iniziata il 16 gennaio 2018. La sua approvazione determinerebbe grossi svantaggi per la Svizzera. Metterebbe infatti in gioco la via bilaterale nel suo insieme, dal momento che i Bilaterali I verrebbero sospesi consapevolmente. Il pacchetto prevede altri sei accordi oltre a quello sulla libera circolazione delle persone. Quello che l’abolizione di tali accordi comporterebbe per la popolazione svizzera è illustrato qui di seguito attraverso degli esempi concreti:

- Ostacoli tecnici al commercio: una lavatrice svizzera dovrebbe essere sottoposta a certificazione in ogni Paese. Questo significa: più burocrazia, costi più elevati, meno clienti.
- Appalti pubblici: architetti e imprese di costruzione svizzeri sarebbero pesantemente discriminati per quanto riguarda i concorsi pubblici nei Paesi dell’UE.
- Agricoltura: il formaggio svizzero diventerebbe molto più costoso per 505 milioni di clienti europei, rendendolo meno appetibile e facendone probabilmente diminuire l’acquisto.
- Trasporti terrestri: un camionista svizzero non potrebbe più trasportare merci da un Paese UE all’altro.
- Trasporto aereo: Swiss, Helvetic e altre compagnie aeree perderebbero gran parte dei propri diritti in materia di trasporti nello spazio aereo europeo. Dovrebbero così rinunciare a molte delle proprie destinazioni.
- Ricerca: le università svizzere perderebbero l’importante collegamento con i principali programmi di ricerca europei e verrebbero quindi emarginate a livello internazionale.

Tutti questi accordi sottostanno alla cosiddetta «clausola ghigliottina». Ciò significa che nel momento in cui viene abolito uno degli accordi, anche gli altri sei vengono sospesi. Questo sarebbe fatale per l’economia e per la società svizzere.

L’UDC giustifica l’iniziativa con «un eccesso di immigrazione». Tuttavia, dall’introduzione della libera circolazione delle persone dieci anni fa, l’immigrazione dai Paesi UE e AELS (Islanda, Lichtenstein, Norvegia e Svizzera) non è mai stata così bassa come ora. Nel 2017 l’immigrazione netta in provenienza da questi Paesi è stata di 30'799 persone. Questo dimostra che il controllo attraverso il mercato del lavoro è efficace. In termini di politica migratoria non è dunque necessario procedere a soluzioni così estreme. Ciononostante, l’UDC intende disdire l’accordo sulla libera circolazione delle persone e sostituirlo con norme burocratiche.
I promotori dell’iniziativa sottolineano continuamente che la Svizzera non subirebbe gravi svantaggi in caso di perdita degli Accordi bilaterali I. Perché però provocare uno svantaggio, se non c’è alcun bisogno in termini di politica migratoria?

L'alleanza nazionale aperta+sovrana si impegna a favore della libertà di tutti noi e promuove la cooperazione anziché l’isolamento. Essa è determinata, insieme ad alleati e sostenitori, a respingere quest'iniziativa alle urne.