Dopo il 2014, il Consiglio federale e il Parlamento hanno incontrato grandi difficoltà nell'attuazione dell'iniziativa sull'immigrazione di massa. Una legge troppo dura (contrariamente a quanto affermato dall'UDC) avrebbe posto fine alla via bilaterale con l'UE. Tuttavia, un'attuazione troppo morbida non avrebbe avuto alcun effetto. Si è deciso di imporre l'obbligo di notificare i posti di lavoro nei settori con il maggior tasso di disoccupazione - attualmente sono interessati 19 tipi di professioni, soprattutto nei settori dell'edilizia, della ristorazione e dell'industria.
 

Una persona su tre invitata ad un colloquio

La Segreteria di Stato dell'economia (Seco) ha presentato una prima valutazione. Questa mostra che le nuove disposizioni giuridiche funzionano, e meglio del previsto. Nei primi dodici mesi sono stati segnalati agli URC quasi 200’000 posti di lavoro vacanti prima dell'annuncio pubblico, tra cui anche molte imprese che non erano obbligate a farlo (cfr. grafico). Gli URC, a loro volta, hanno inviato 195’000 dossier di candidatura ai datori di lavoro. Circa un terzo di queste persone in cerca di lavoro sono state invitate a un colloquio o a un test attitudinale. E almeno l'8,3% di questi casi si è concluso con la firma di un contratto di lavoro. Ciò ha consentito il reinserimento nel mondo del lavoro di 4800 persone in un momento in cui i tassi di disoccupazione erano già molto bassi.

Evoluzione delle notifiche dei posti di lavoro prima e dopo l'introduzione dell'obbligo di notifica

Fonte: SECO, traduzione interna
 

L’applicazione funziona, l’iniziativa contro la libera circolazione delle persone è inutile

Dopo questa fase introduttiva, le disposizioni saranno inasprite a partire dal 2020. Le offerte di lavoro sono ora soggette a notifica in tutte le professioni in cui la disoccupazione supera il 5%. La Seco intende chiarire nel corso del prossimo anno in modo più dettagliato quale sarà l’impatto del nuovo sistema sul mercato del lavoro nel suo insieme.
Tuttavia, è già oggi chiaro che l'attuazione dell'iniziativa sull'immigrazione di massa non è priva di conseguenze, ma sta avendo un effetto. Il fatto che l'UDC non demorda e proponga con la sua nuova iniziativa la revoca degli accordi bilaterali è, dal punto di vista dell'alleanza nazionale aperta+sovrana, una forzatura irresponsabile. L'iniziativa merita un chiaro "No" alle urne.